Per boschi e per gallerie, esplorare o volare per aprirsi nuove strade

 

“Allora su! – replicò la maestra – ascolta bene, apri le orecchie e il pane ti riuscirà bianco come i fiori”.
Lo cunto de li cunti- Giambattista Basile

Inauguriamo un altro giovedì di Artèpedagogia con la partecipazione alla diretta degli artisti Sabato Angiero e Simone Cametti.
Partendo dalle “cronache di viaggio” di questi due artisti si può ricostruire un percorso artistico-pedagogico.
Sabato Angiero spiega una sua galleria d’arte, che non si limita alla classica esposizione di quadri, ma può essere intesa come “avventura“, con una particolare attenzione al “fare“. Il tema cardine è “il volo“, che ha interessato studiosi di diverse discipline, i quali hanno avuto modo di seguire una serie d’incontri esplicativi. L’obiettivo è quello di coniugare la scienza all’arte, l’arte al “fare” e di trovare, anche tramite i differenti punti di vista, una scintilla che può accendersi e dar vita ad un’idea unica, a un’attenta ricerca.  Sabato ci offre così nuova idea dell’arte, non come una semplice compravendita, ma come stimolo per mettersi in gioco.
Simone Cametti invece per la sua arte parte dalla ricerca di un territorio. Partendo da un percorso tracciato tra le montagne, ne ha ridefinito le strade ricostruendole con l’utilizzo di luci al neon, che sono ormai diventate l’illuminazione di quello spazio. L’artista ha puntato anche sull’energia sostenibile, servendosi di pannelli fotovoltaici. Nel settembre 2020 la realtà di quel territorio ha assunto una nuova forma ed è stato possibile aprirlo al pubblico. L’utenza è principalmente di artisti provenienti dal caos cittadino, che hanno avuto la possibilità di spaziare ed esplorare un percorso artistico aprendosi a nuove strade non conosciute.