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Dentro la comunità, la bottega e lo sguardo artigiano sul mondo

“Uscendo la mattina Smalto Splendente, per andare a cogliere quatto fichi in un giardino fuori dalla porta della città, gli si avvicinò un robivecchi, che abitava muro a muro con la camera di Betta e che gli raccontò punto per punto il tormento, i pianti e i lamenti di quella miserabile sfortunata.”
Lo cunto de li cunti – Giambattista Basile

Inauguriamo il mese di marzo con una nuova puntata del giovedì di Artèpedagogia. Questa settimana il nostro ospite Giuseppe Rivello, detto Jepis, artigiano e narratore di “Jepis Bottega”.
Tema di questa giornata è la bottega, che non forgia solo materiali o merci, ma dà vita a storie. Si parla in questo caso di artigiani che creano dei veri e propri manufatti narrativi, unici per genere e per modalità.
Ed è proprio il lavoro dell’artigiano quello di provare a esaltare la pluralità di linguaggi e lasciare la propria impronta, manipolando materiali e modificandoli.
La bottega racconta la comunità.

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